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Cultura

Se la cultura presente in un territorio √® il risultato di un lungo processo di elaborazione di eventi e tradizioni, la Val Fondillo ha certamente qualcosa da raccontare.

La valle è stata permanentemente il cuore delle attività agro silvo pastorali della comunità di OPI:

La lavorazione del bosco, curato e coltivato il modo tale da non alterarne lo sviluppo (tagli straordinari furono effettuati durante i periodi bellici, per esigenze militari), su cui si sono alternate generazioni di boscaioli e mulattieri (gli industriali del tempo!)

La caccia e la pesca, anche queste svolte a solo scopo di sussistenza, in un equilibrio tra una popolazione povera ma non numerosa,  che nei periodi di massimo sviluppo ha raggiunto le 1200 unit√†.

L'allevamento di bovini, il cui pascolo regolato da un'antica forma di cooperazione, denominata  "Societ√† delle Erbe Seconde" prevedeva la loro presenza in questa parte del territorio nei priodi primaverili, in attesa del raccolto di foraggio nei prati tra OPi e Pescasseroli

L'agricoltura, praticata all'imbocco della valle e nelle zone di altura (le cosiddette "Cese"), macchie di verde tra il bosco sui versanti del monte Dubbio, faticosamente raggiunte, spietrate e arate, per la raccolta del grano, delle patate e delle lenticchie. Tutte attività svolte con mezzi poveri, ancora conservati nelle stalle raggruppate in località "Pagliara" a ridosso della collina di OPI.

I Mulini, grazie alle acque perenni del torrente Fondillo, pi√Ļ di un mulino, di cui sono ancora visibili ruderi e tracce, √® stato realizzato sul fondo valle. Anche la prima elettricit√† per OPI √® arrivata nel dopoguerra, grazie all'impianto ancora attivo, realizzato nell'edifcio del  "Vecchio Mulino", ora adibito a ristorante.